ISSN 2239-0758
mercoledì 16 aprile 2014
 

Beni degli esuli: si può ancora sperare
Finalmente si torna a parlare di beni degli esuli. Il merito va all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il cui Comitato provinciale di Gorizia ha promosso una tavola rotonda svoltasi venerdì 21 marzo nel capoluogo isontino presso la sala “Carlo X” del Grand Hotel Entourage di Piazza S. Antonio. Oltre al folto pubblico, molti hanno seguito gli interventi in diretta streaming sul sito www.direttatv.net o successivamente su Youtube anche tramite il sito www.anvgd.it.
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Frontiere e annessioni, traumi del ‘900
Mano a mano che una discussione si allunga, la probabilità di un paragone con i nazisti o con Hitler si avvicina alla certezza assoluta. Enunciata nel 1990 dall’avvocato americano Mike Godwin (fonte Wikipedia), questa legge che porta il suo nome sostiene che in ogni contrasto di opinioni, soprattutto sul web, prima o poi ci sarà qualcuno che paragonerà al Führer un interlocutore con il quale è in disaccordo. A quel punto la discussione finisce, perché il riferimento al male assoluto è sproporzionato e non lascia spazio ad altri argomenti. Ma non è sempre vero: come ha fatto notare lo scrittore moscovita Leonid Bershidsky su Bloomberg View, in questo marzo 2014 paragonare Vladimir Putin ad Adolf Hitler non è purtroppo del tutto un’eresia. L’annessione della Crimea, con tanto di plebiscito all’ombra delle baionette straniere, riporta irresistibilmente alla memoria quella dell’Austria da parte della Germania nel marzo di 76 anni fa, nel 1938. Anche allora ci fu un popolo (o almeno una parte di esso) che in nome di legami di lingua e di sangue chiamò in aiuto i soldati di un potente vicino.
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Gli italiani e il Giorno del Ricordo
Il provvedimento legislativo istitutivo del “Giorno del Ricordo” (Legge 30 marzo 2004 n. 92) in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale italiano fu approvato a larghissima maggioranza dal nostro Parlamento il 16 marzo 2004. Sotto l’aspetto civile tale risoluzione – con le diverse attività a essa connesse e derivate – vuole in parte colmare il debito di testimonianza che la comunità nazionale ha contratto con le vittime delle tragedie giuliane, fiumane e dalmate del secondo dopoguerra.
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Petrolio in Adriatico: la Croazia come la Norvegia?
Un’azienda norvegese avrebbe confermato l’esistenza di ingenti giacimenti di petrolio e gas lungo le coste croate. All’euforia dei politici fa riscontro la cautela degli esperti e i timori degli ambientalisti.
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Allargamento UE: i promossi e i rimandati
Il Consiglio UE del 17 dicembre ha emanato le sue conclusioni sul processo d’allargamento UE per il 2013. Buone notizie per Serbia, Montenegro e Kosovo, cattive per Albania e Macedonia. Non pervenuta, come al solito, la Bosnia-Erzegovina.
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Napolitano: «Le ferite sono rimarginate»
TRIESTE – È stata la riconciliazione definitiva, la cicatrizzazione di antiche ferite che sono state “curate” nello spirito del rispetto della memoria condito da quei valori europei che costituiscono i muri portanti della comune casa che proprio grazie alla Croazia ora può contare su 20 “inquilini”. È questo il senso del discorso tenuto dal Presidente Giorgio Napolitano durante il pranzo di Stato svoltosi al Quirinale in occasione della visita del presidente della Repubblica croata Ivo Josipovic. «La frattura creatasi all’indomani della Seconda Guerra Mondiale tra Esuli, Rimasti e cittadini croati è ormai rimarginata - ha detto Napolitano - in questo spirito rinascono iniziative come il nuovo asilo italiano di Zara, grazie ad un sforzo comune delle autorità italiane e croate, delle Comunità italiane e delle Associazioni degli Esuli. Si tratta di un esempio lungimirante della collaborazione tra i nostri due Paesi, sempre memore delle lacerazioni del passato, ma profondamente rivolta al futuro delle nuove generazioni».
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Croazia, limitazioni referendali alle minoranze
In tutta la Croazia si sta firmando una petizione per indire un referendum, con cui modificare la Legge costituzionale (art. 12, comma 1) allo scopo di diminuire i diritti delle minoranze nazionali. «Questa iniziativa […] tende a limitare un diritto fondamentale delle minoranze nazionali e in quanto tale noi la consideriamo incostituzionale» – ha dichiarato Furio Radin, deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato (il Sabor) e presidente, insieme con l’Unione Italiana, anche della Commissione parlamentare croata per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali.
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Slovenia, più probabile la richiesta di aiuti
É fatto di privatizzazioni e di una possibile richiesta di aiuti internazionali l’orizzonte della Slovenia. Da mesi si parla del fatto che Lubiana potrebbe dover chiedere il sostegno della troika Bce-Unione europea-Fondo monetario. Uno scenario che col passare delle settimane sembra diventare più concreto: alcuni giorni fa il governatore della banca centrale del Paese lo ha definito “probabile”, se la politica non approverà le misure necessarie per evitarlo. La parola magica in questo senso sembra essere una: dismissioni. In vendita grossi calibri come la compagnia aerea di bandiera, la Telecom slovena e la seconda banca nazionale. Il piano di privatizzazioni dovrebbe essere pronto entro fine novembre. Al governo c’è Alenka Bratusek, prima donna della storia a guidare il Paese. Da quando è diventata primo ministro – lo scorso marzo – ha imposto l’aumento Iva dal 20 al 22% e promosso la creazione di una bad bank, che a partire dalle prossime settimane dovrebbe farsi carico dei mutui concessi dagli istituti di credito e mai rimborsati.
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