ISSN 2239-0758
sabato 26 luglio 2014
 

Memoria collettiva: un patrimonio
È iniziata da Monfalcone la visita di due giorni del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in Friuli Venezia Giulia e in Slovenia per celebrare il centenario della Prima guerra mondiale. Al suo arrivo, il Capo dello Stato, dopo aver visitato la mostra “Alisto – Dalle trincee della Grande guerra ai nuovi sentieri della pace e della convivenza” è intervenuto nella Sala della Galleria di arte contemporanea dopo i discorsi del sindaco Silvia Altran e del prof. Claudio Magris.
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Invasione di meduse nel mar Adriatico
ANCONA - L'Adriatico è sempre più loro: le meduse. "L'estate si apre con «una grande proliferazione della medusa Pelagia nel Mediterraneo occidentale, mentre in Alto Adriatico è tornata dopo quasi un secolo la Drymonema dalmatinum, la medusa più grande del Mediterraneo con un cappello di circa 80 cm" segnala Ferdinando Boero, biologo marino dell'Università del Salento e Cnr-Ismar, nel sottolineare una novità che arriva dall'uomo: dall'Elba alla Puglia gli stabilimenti si stanno attrezzando con reti anti-medusa.
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«Storia comune tra le due sponde dell’Adriatico»
Ho aderito con entusiasmo all’invito del Presidente italiano Giorgio Napolitano a venire al Sacrario di Redipuglia per un altro avvenimento storico. Dico “storico”, perché le iniziative del maestro Riccardo Muti e del Presidente Napolitano hanno già segnato delle tappe storiche nella storia comune della Croazia e dell’Italia. Mi riferisco, naturalmente, al concerto diretto dal maestro Muti a Trieste nel 2010, che si unì il vertice dei tre capi di Stato – Italia, Slovenia e Croazia - per celebrare con un avvenimento così solenne l’intesa di pace tra i tre Paesi dopo quasi un secolo di conflitti, contrasti e separazioni.
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Firmata a Roma la Convenzione MAE-UI-UPT
Firmata il 05 giugno a Roma, al Ministero degli Affari Esteri, alle 12.°°, la Convenzione MAE-UI-UPT per il 2014 allo scopo di impegnare le risorse per il corrente anno in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, in attuazione della Legge 73/01 e successivi rifinanziamenti. Per l’Unione Italiana, la Convenzione è stata firmata dal Presidente della Giunta Esecutiva, anche a nome del Presidente, On. Furio Radin, trattenuto a Zagabria da impegni parlamentari. Per l’Università Popolare di Trieste, ha firmato il suo Presidente, Dr. Fabrizio Somma, mentre per il MAE il Direttore Generale della Direzione per l’Unione Europea, Amb. Luigi Mattiolo. Alla firma era presente anche il Min. Plen. Francesco Saverio De Luigi, Presidente del Comitato di Coordinamento per la minoranza italiana in Croazia e Slovenia.
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Misteriosi cerchi marini in Adriatico
Un mistero per molti: cerchi che si formano dal nulla nel mare adriatico e che stanno alimentando numerose teorie. Si formano per via delle onde marine? E come farebbero a formarsi se le honde non hanno moti particolari? Un po’ come i cerchi nel grano, solo che i cerchi marini che stanno facendo impazzire i biologi sono fatti di sabbia. Si tratta di stranissime costruzioni di sabbia realizzate con una perfezione millimetrica lungo le coste croate. All’interno non cresce nulla, solo sabbia.
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La Grande guerra divide gli studenti dei Balcani
Cento anni dopo l’assassinio di Sarajevo, nelle scuole dei paesi dell’ex Jugoslavia si insegnano storie diverse sulle cause alla base dello scoppio della guerra 1914-18. Un punto di vista condiviso sembra quanto mai lontano.
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Il decennale della Transalpina
Destino vuole che la Slovenia arrivi all’anniversario tondo (dieci anni) dell’ingresso in Europa all’alba di una crisi politica che può sfociare in caduta del governo: incerti della democrazia. E nel mezzo di una crisi economica devastante per i cittadini: incerti del libero mercato. Benché non se la passino bene, la democrazia e il libero mercato, e nonostante la fiducia nella Ue non superi il 40 per cento, stando ai sondaggi, i vicini più prossimi del confine orientale possono misurare le loro fortune per paragone con altri popoli, un tempo affratellati sotto la stessa bandiera jugoslava, per i quali la democrazia è un’ipotesi, il libero mercato una giunga senza paracadute e l’Europa un sogno. Così come lo è, ad altre latitudini, per gli ucraini. Siamo portati, noi umani, a considerare ovvio l’acquisito e un dramma ogni mancanza.
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Le fortezze veneziane sotto l’egida dell’Unesco
Si delinea sempre più compiutamente il progetto transnazionale sulle “Opere di difesa della Serenissima tra Quattrocento e Seicento”. L’obiettivo è quello di candidare le fortezze veneziane per l’inserimento nella World heritage list dell’Unesco. È stato il ministero italiano dei Beni culturali ad avviare l’iter per larealizzazione della proposta di inserimento nella Lista del patrimonio culturale mondiale di una serie di sistemi difensivi presenti nei territori che una volta erano sotto l’egida della Repubblica di Venezia. Si tratta di opere edificate, come rilevato, dal 15.esimo al 17.esimo secolo. La proposta sarà presentata come un progetto comune dell’Italia, della Croazia e del Montenegro. Infatti nella lista si trovano località italiane (Bergamo, le fortificazioni di Peschiera del Garda, di Palmanova e della laguna veneziana), croate (i sistemi di difesa di Sebenico e Zara, nonché la città fortificata di Curzola) e montenegrine (le fortificazioni di Cattaro).
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