3 La TABVLA QVINTA DEVROPA

3 La TABVLA QVINTA DEVROPA nella “Geographia” di ClaudioTolomeo
(Edizione di Firenze) Francesco di Nicolò Berlinghieri, [1482]
Il documento è la TABVLA QVINTA DEVROPA che accompagna il rifacimento in versi della Geographia di Tolomeo, del fiorentino Francesco di Nicolò Berlinghieri. L’opera non reca alcuna indicazione di data, ma, dopo le attente e minuziose indagini dell’Almagià, si presume senza dubbio che fosse stilata nel 1482. La riproduzione, che è tratta da una preziosa copia posseduta dalla Fondazione Scaramangà di Trieste, è una stampa da incisione su lastra metallica, che misura circa centimetri 29,5×48,5 ed è inquadrata da due righi neri che vanno a comporre il margine graduato di 1′ in 1′. La raffigurazione appare divisa al centro, dall’alto verso il basso, da una fascia lasciata bianca e delimitata da due righi ed è compresa tra il 41° N e il 48° N, e tra il 30° E ed il 47°E e presenta il reticolato dei meridiani e dei paralleli. Sul lato sinistro, al di fuori della cornice, si notano le scritte corrispondenti ai climi tolemaici, mentre non figura la scala d’esecuzione e l’orientazione è quella consueta (Marinelli, 1881, pp. 88-89; Almagià, 1961, pp. 497-526; Cuccagna, 1961, pp. 1-3; Lago, Rossit, 1981, pp. 24-25).

Cartina

Tabella Toponimi

 

Il documento ci propone una delle cosiddette tavole vecchie e rappresenta la RHETIA, la VINDELICA, il NORICO, la PANONIA INFERIORE, l’ILLIRICO, PAR DI MYSIA SVPERIORE e parte delle regioni vicine, tra cui l’Italia, che è tracciata però nei soli contorni e presenta un’immagine del tutto errata e informe sia per la situazione astronomica che per la figura. A settentrione la carta ritrae le aree continentali sino alla PARDE DI GERMANIA a nord del DANVBIO FL. (Danubio), raffigurato con grande evidenza scenografica sottolineata dalla colore blu intenso e dagli amplissimi meandri e da un sistema idrografico complesso e notevole che comprende tutti i suoi affluenti principali. La linea di costa orientale dell’ADRIATICO SENO si caratterizza per una rappresentazione del tutto lontana dalla realtà fisica dei territori per cui l’esistenza della penisola istriana si può intuire soltanto per la presenza di alcuni toponimi quali ALVONA (Albona), PHLAVONA (Fianona) e TARSATICA (Fiume), collocati lungo il litorale, della regione indicata come IAPYDRE, anziché Iapigia, che termina all’ENEO F (il fiume Eneo o Rje?ina).

Una grande isola, l’APSORRO ISOLA, che vuole designare le isole di Cherso e Lussino, anche questa segnalata in modo inesatto, nella quale sono riportati i nomi dei centri di CREPSA e APSORRO, fronteggia una profonda insenatura della costa che ricorda anche per la posizione delle sedi quella che si ritrova nella Tabula Peutingeriana. Più ad oriente compare l’isola di Veglia (CURITA ISOLA) con gli abitati di CVRCO (Veglia) e PHVLPHINIO (Castelmuschio). Per la restante parte dell’arcipelago adriatico le caratteristiche costiere ed insulari rimangono costanti anche se nell’ILLYRIDE E LIBVRNIA e nella DALMATIA (collocata troppo a sud come la Liburnia) il numero dei toponimi si rivela molto più consistente e sufficientemente preciso.

L’andamento orografico chiude queste aree con una sorta di cordone di colore marrone che dal blocco centrale delle Alpi giunge sino alla PAR[TE] DI MACEDONIA. Gli oronimi sono quasi inesistenti se si esclude il M. ALBANO a tergo della città di Albona e i BEBII MONTI collocati nella Pannonia Inferiore e dai più identificati con il monte Dinara, nelle Alpi Dinariche presso il centro di Knin, o più in generale con il sistema montuoso dei Velebit.Il reticolo fluviale è rappresentato con linee di colore blu cupo e particolare rilevanza assume per segno grafico quando aumenta la sua importanza per proporzioni e lunghezza. Sono riconoscibili la Sava, con i rispettivi tributari, il Rje?ina (ENEO F), lo Zrmanja (TRRAVIO FL), il Krka (TITO FL), la Narenta (NARBON FL), il Drin (DRYLON FL), la Bojana mentre anche in questo documento non compare il fiume Cetina, così come il Lago di Scutari e nessuno dei fiumi istriani e quarnerini. Per quanto concerne le sedi umane la tavola registra un’abbondante presenza sia lungo la costa che nell’immediato entroterra. I centri abitati di maggior interesse sono contraddistinti da un circoletto rosso oltre che dal rispettivo toponimo. L’onomastica è presente con una grafia latina o con nomi latinizzati e viene segnata sempre con lettere maiuscole. [O.S.]