ISSN 2239-0758
martedì 01 settembre 2015
 

Petrolio in Adriatico, vittoria per gli ecologisti
Primo successo per il fronte ecologista “SOS per l’Adriatico”. Due dei cinque giganti petroliferi, che si erano aggiudicati il primo bando aperto dal governo croato per lo sfruttamento delle risorse energetiche (petrolio e gas) dell’Adriatico, hanno deciso di ritirarsi dal progetto. L’americana Marathon Oil e l’austriaca OMV avrebbero dovuto forare in sette blocchi, tre davanti alle isole Incoronate e quattro al largo di Ragusa di Dalmazia, ma, alla fine, hanno annunciato che non firmeranno i contratti di esplorazione.
 
Salvaguardare la legge del Ricordo
Dare “piena attuazione” alla legge che ha istituito il Giorno del ricordo e promuovere iniziative che diffondano la conoscenza delle Foibe. Questo, in sintesi, quanto richiesto dal senatore Aldo Di Biagio (Ap) in una interrogazione ai Ministri dei beni culturali e dell’istruzione, Franceschini e Giannini.
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Gorizia, Grasso: «Coltivare la memoria»
«È nostro dovere come Istituzioni, ma prima ancora come cittadini e come uomini, quello di coltivare la memoria per capire il presente, per costruire il futuro, un futuro senza violenza, razzismo, odio, intolleranza». Lo ha sottolineato il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Il secolo lungo. Un itinerario fotografico nel Novecento goriziano”. «É quel che chiamo “il dovere della memoria”: un lavoro quotidiano che non dobbiamo mai tralasciare. Spesso è faticoso, richiede pazienza e dedizione, ma è doveroso nei confronti di chi ci ha preceduto ed essenziale per il futuro delle nuove generazioni», ha aggiunto. «La mostra ripercorre cento anni di storia cercando di darne, credo con successo, una lettura senza pregiudizi, con equilibrio tra le diverse sensibilità che in passato si sono contrapposte animatamente, spesso violentemente», ha detto Grasso.
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Odiosa polemica sulle medaglie
Il caso sollevato sulla stampa circa il conferimento dell’onorificenza prevista dalla Legge n. 92 del 2004 (Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata) discende semplicemente dall’ignoranza dello spirito e della lettera della legge, alla luce anche dei lavori parlamentari ai quali ho personalmente collaborato. Durante la discussione nelle commissioni parlamentari competenti circa l’estensione dell’onorificenza si pose il problema di escludere quanti avessero commesso “crimini di guerra” accertati dai tribunali italiani, che come si sa operarono da subito dopo la Liberazione del 1945.
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Kitarovic fa rimuovere il busto di Tito
ZAGABRIA – L’annuncio lo aveva dato lei stessa poche ore prima, ribadendolo nel corso della sua visita a Berlino. Detto fatto: il busto di Tito è stato rimosso ieri - appunto su volontà della nuova presidente croata Kolinda Grabar Kitarovic - da una sala del Palazzo della Presidenza della Croazia, sontuosa villa costruita negli anni Sessanta proprio come residenza dell'ex leader jugoslavo a Zagabria. Grabar Kitarovic, eletta lo scorso gennaio nelle file del partito conservatore Unione democratica croata (Hdz), all’opposizione, ha definito a varie riprese «dittatore comunista» il maresciallo Josip Broz, detto Tito, leader partigiano jugoslavo, e poi dal 1945 fino alla morte avvenuta nel 1980 capo indiscusso della Jugoslavia comunista. Secondo la presidente, il busto in marmo di Tito non dovrebbe avere posto nel palazzo presidenziale accanto alle sculture di altri illustri e noti personaggi della storia croata. La decisione di rimuovere Tito proprio dalla villa costruita per lui, e poi diventata nel 1992 sede del presidente della Croazia, ha suscitato una valanga di polemiche e divisioni nell'opinione pubblica croata. Per molti Tito, nonostante i molti errori, rimane uno dei più grandi personaggi della storia del Paese, che ha guidato la resistenza antifascista dei popoli jugoslavi e poi nel 1948 ruppe con Stalin, diventando poi leader del Movimento dei non-allineati durante la Guerra Fredda e costruendo un tipo di società socialista molto meno oppressiva in paragone ai Paesi rimasti nell'orbita sovietica.
 
L’intesa ultra-adriatica dell’Italia
L’incontro dello scorso 3 febbraio tra Matteo Renzi e il neo-eletto Alexis Tsipras ha riportato sulla scena i temi della cooperazione economica tra la penisola italiana e i Balcani meridionali. Le lunghe relazioni esistenti tra l’Italia e la Grecia si spiegano non soltanto attraverso la prossimità geografica e storico-culturale, ma soprattutto tramite la condivisione di interessi strategici nel campo del controllo dell’immigrazione clandestina, della sicurezza energetica (basti pensare al progetto Trans Adriatic Pipelin) e dello sviluppo economico transfrontaliero dell’area Adriatico-Ionica. Se tra il 2003 e il 2007 la Grecia ha rappresentato un partner commerciale importante per l’Italia – secondo i dati forniti da Giulio Cainelli e Annunziata de Felice in "Seduzione e coercizione in Adriatico", tra il 2003 e il 2007 l’export italiano verso la regione è cresciuto del 30% contro il 2% tra il 2000 e il 2003 – gli scambi inter-industriali tra le due repubbliche mediterranee hanno risentito duramente della crisi economica.
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«La Croazia continui a sostenere la CNI»
ZAGABRIA – In Croazia sì, ci sono già stato. Da turista, molti anni fa ho visitato la costa... fino a Zara; professionalmente ho partecipato ad alcuni convegni sul tema della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Zagabria è una città bellissima, come del resto lo è anche Fiume. Ci tornerò volentieri. Potrà essere l’occasione per incontrare anche i rappresentanti della minoranza autoctona italiana. Il presidente del Senato, Pietro Grasso è a Zagabria dove domenica, in rappresentanza dell’Italia, ha partecipato alla cerimonia d’inaugurazione del presidente eletto, Kolinda Grabar-Kitarović e al ricevimento a Palazzo Dverce, dove ha avuto un colloquio con il nuovo capo dello Stato. Ieri ad attenderlo per un colloquio al Sabor c’era il presidente Josip Leko, affiancato dal deputato della Comunità Nazionale Italiana, nonché presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin.
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«Sarò la presidente di tutti. Dobbiamo essere uniti»
ZAGABRIA – La presidente eletta della Repubblica di Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic (HDZ), ha vinto al ballottaggio di domenica per poche decine di migliaia di voti. In percentuale la differenza tra i due candidati al ballottaggio si calcola in 1,5 punti. Un quadro che rivela una netta spaccatura dell’elettorato, alla quale non è mancato un chiaro riferimento nel primo intervento ufficiale di Kolinda Grabar Kitarovic.
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