ISSN 2239-0758
mercoledì 08 febbraio 2012
 

Iniziative Giorno del Ricordo 2012

«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. […] Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero.» (Legge 30 marzo 2004 n. 92) Nel corso delle settimane correnti, oltre ai numerosi articoli già presenti, Coordinamento Adriatico intende segnalare e mettere a disposizione del pubblico - in evidenza su questo Portale - gli appuntamenti programmati per il Giorno del Ricordo 2012. Si ringrazia l'ANVGD. per la raccolta di notizie che diffonde sul proprio Sito nazionale, come tutti coloro che faranno pervenire ulteriori approfondimenti all'indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

 
Balcani: importante corridoio per i traffici di droga
SKOPJE - Enormi quantitativi di droga raggiungono l’Europa occidentale provenienti dall’Afghanistan e da altri paesi asiatici attraverso la Turchia e i corridoi balcanici, come confermano l’ultima analisi degli esperti delle Nazioni Unite e i responsabili regionali impegnati a contrastare il contrabbando di stupefacenti. «La rotta dei Balcani resta un importante corridoio per il contrabbando dei narcotici dall’Afghanistan verso i Paesi europei», ha detto il rappresentante del Consiglio internazionale delle Nazioni Unite per il Controllo degli stupefacenti, Hamid Goxha, citato dai media a Skopje, in Macedonia Secondo l’analisi delle Nazioni Unite, si stima che finora l’80% della droga arriva in Europa occidentale dall’Afghanistan, attraverso la Turchia e i Balcani. I gruppi criminali spesso in precedenza hanno usato il corridoio settentrionale dei Balcani, in particolare per l’eroina, dall’Afghanistan attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Serbia, Ungheria e Romania. Recenti ricerche indicano che i trafficanti utilizzano sempre di più percorsi attraverso Turchia, Grecia, Macedonia e Albania verso l’Italia, soprattutto quando si tratta di cocaina.
Leggi tutto...
 
Un sì poco convinto
Il 22 gennaio i croati hanno votato a favore della ratifica del trattato di adesione all’Unione. Bruxelles può tirare un sospiro di sollievo, ma il tasso di astensione record desta più di una preoccupazione, commenta la stampa croata.
Leggi tutto...
 
Roma, al via Istituto di cultura albanese
ROMA - Contribuire alla diffusione della cultura albanese e del patrimonio storico, letterario e artistico nei Paesi che si affacciano sulle sponde dell’Adriatico. Sono questi i principali obiettivi del futuro istituto umanistico intitolato a Pjeter Bogdani. Arcivescovo cattolico e scrittore albanese del ‘600, Bogdani ebbe un ruolo determinante nella resistenza contro l’Impero ottomano nei Balcani - in particolare in Kosovo - e in difesa dell’Europa cristiana. L’istituto, «coinvolgerà accademici arbesh, albanesi e italiani» ha fatto sapere l’ambasciatore del Kosovo, Albert Prenkaj, a margine della cerimonia che si è svolta stamani a Roma in occasione del centenario dell’indipendenza albanese. «Mi auguro - ha sottolineato il diplomatico - che il nuovo istituto possa promuovere collaborazioni con gli istituti e le istituzioni culturali italiane e straniere, e che in un futuro non lontano possa gettare le basi per la creazione di una Accademia di Cultura albanese a Roma». Oggi, ha ricordato l’ambasciatore nel corso della cerimonia, «la maggior parte degli albanesi, organizzati in Stati, godono di libertà, indipendenza e di una democrazia ormai consolidata. Il Kosovo (a maggioranza albanese, ndr.), rimasto soggiogato per ben 90 anni, oggi è uno Stato con una chiara visione verso l’integrazione euroatlantica».
 
Finiremo come la Jugoslavia?
Visti da Belgrado, i problemi che attanagliano l’UE assomigliano sinistramente a quelli che hanno innescato la dissoluzione della federazione creata da Tito. Come nei Balcani degli anni Ottanta, gli squilibri interni e il deficit democratico stanno portando a una paralisi istituzionale. Estratti.
Leggi tutto...
 
Un altro anno difficile
Il 2011 è stato talmente duro per l’Europa che è difficile immaginare che il 2012 possa essere peggio. Ma se il dialogo tra gli Stati membri sembra ripreso, ora sono le tensioni sociali al loro interno a destare preoccupazioni.
Leggi tutto...
 
Il nuovo volto di una vecchia intesa
«Come si può essere croati?» - Questo l’interrogativo provocatorio che nel 1991, parafrasando Montesquieu, il filosofo francese Alain Finkielkraut poneva all’iniziale diffidenza espressa dall’Europa verso i conati indipendentistici di Zagabria in opposizione all’ormai sclerotica Repubblica jugoslava. Riprendendo tale quesito, Francois de Bernard - presidente del Gruppo di studio e ricerca sulla globalizzazione (GERM) - si è schierato di recente in modo diretto a favore dell’ingresso nell’Unione europea della medesima Croazia. Un Paese - afferma de Bernard in un corsivo pubblicato per «Le Monde» - capace di superare le proprie difficoltà strutturali senza attendere aiuti dall’esterno. Ma che l’Europa avrebbe invece accolto con «goffaggine», «maleducazione» e «indifferenza». Le origini della particolare considerazione geopolitica da parte francese verso l’Alto Adriatico hanno in realtà radici risalenti nel tempo.
Leggi tutto...
 
Trieste capitale dell’Euroregione
KLAGENFURT - L’Euroregione “senza confini” nascerà entro la prima metà del 2012. Lo hanno detto a Klagenfurt i presidenti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, Renzo Tondo e Luca Zaia, e il governatore della Carinzia, Gerhard Dorfler, che hanno rinnovato il patto di amicizia a tre nei settori economico, turistico, sanitario e culturale. I tre esponenti politici hanno precisato che la sede dell’Euroregione sarà a Trieste. Per quanto riguarda l’adesione del progetto di Slovenia e Croazia, Tondo ha detto che «ora spettiamo che nasca il nuovo governo di Lubiana» mentre per l’adesione delle due regioni croate che hanno già dato il loro assenso al progetto bisognerà attendere l’ingresso ufficiale della Croazia nell’UE il primo luglio 2013. «Ma intanto noi ci muoviamo - ha aggiunto Zaia - e diamo un segnale positivo alle nostre popolazioni».
 

img2.jpg

Newsletter

Iscriviti alla newsletter gratuita!

Nome:

Email:

Ricezione mailings in HTML
Iscriviti Cancellati
   

© 2012 Coordinamento Adriatico
info@coordinamentoadriatico.it - Powered by Altercatio.com