ISSN 2239-0758
sabato 28 marzo 2015
 

Kitarovic fa rimuovere il busto di Tito
ZAGABRIA – L’annuncio lo aveva dato lei stessa poche ore prima, ribadendolo nel corso della sua visita a Berlino. Detto fatto: il busto di Tito è stato rimosso ieri - appunto su volontà della nuova presidente croata Kolinda Grabar Kitarovic - da una sala del Palazzo della Presidenza della Croazia, sontuosa villa costruita negli anni Sessanta proprio come residenza dell'ex leader jugoslavo a Zagabria. Grabar Kitarovic, eletta lo scorso gennaio nelle file del partito conservatore Unione democratica croata (Hdz), all’opposizione, ha definito a varie riprese «dittatore comunista» il maresciallo Josip Broz, detto Tito, leader partigiano jugoslavo, e poi dal 1945 fino alla morte avvenuta nel 1980 capo indiscusso della Jugoslavia comunista. Secondo la presidente, il busto in marmo di Tito non dovrebbe avere posto nel palazzo presidenziale accanto alle sculture di altri illustri e noti personaggi della storia croata. La decisione di rimuovere Tito proprio dalla villa costruita per lui, e poi diventata nel 1992 sede del presidente della Croazia, ha suscitato una valanga di polemiche e divisioni nell'opinione pubblica croata. Per molti Tito, nonostante i molti errori, rimane uno dei più grandi personaggi della storia del Paese, che ha guidato la resistenza antifascista dei popoli jugoslavi e poi nel 1948 ruppe con Stalin, diventando poi leader del Movimento dei non-allineati durante la Guerra Fredda e costruendo un tipo di società socialista molto meno oppressiva in paragone ai Paesi rimasti nell'orbita sovietica.
 
A Gorizia “La Provincia d’Istria” di Cacciavillani
All’interno del ricco programma organizzato dalla Associazione Nazionale Venezia Giulia - Comitato provinciale di Gorizia in concomitanza con il Giorno del Ricordo 2015, si segnala l’iniziativa in calendario a Gorizia per lunedì 13 aprile quando verrà presentato il volume di Ivone Cacciavilliani, La provincia d'Istria della Serenissima (Leone editore, 2014), progetto curato da LimesClubVerona, con il supporto di Coordinamento Adriatico, grazie ai finanziamenti della Legge Regionale del Veneto n. 15 del 1994. Saranno presenti il consigliere regionale Rodolfo Ziberna, il prof. Davide Rossi e l’avvocato Mattia Magrassi.
 
L’intesa ultra-adriatica dell’Italia
L’incontro dello scorso 3 febbraio tra Matteo Renzi e il neo-eletto Alexis Tsipras ha riportato sulla scena i temi della cooperazione economica tra la penisola italiana e i Balcani meridionali. Le lunghe relazioni esistenti tra l’Italia e la Grecia si spiegano non soltanto attraverso la prossimità geografica e storico-culturale, ma soprattutto tramite la condivisione di interessi strategici nel campo del controllo dell’immigrazione clandestina, della sicurezza energetica (basti pensare al progetto Trans Adriatic Pipelin) e dello sviluppo economico transfrontaliero dell’area Adriatico-Ionica. Se tra il 2003 e il 2007 la Grecia ha rappresentato un partner commerciale importante per l’Italia – secondo i dati forniti da Giulio Cainelli e Annunziata de Felice in "Seduzione e coercizione in Adriatico", tra il 2003 e il 2007 l’export italiano verso la regione è cresciuto del 30% contro il 2% tra il 2000 e il 2003 – gli scambi inter-industriali tra le due repubbliche mediterranee hanno risentito duramente della crisi economica.
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«La Croazia continui a sostenere la CNI»
ZAGABRIA – In Croazia sì, ci sono già stato. Da turista, molti anni fa ho visitato la costa... fino a Zara; professionalmente ho partecipato ad alcuni convegni sul tema della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Zagabria è una città bellissima, come del resto lo è anche Fiume. Ci tornerò volentieri. Potrà essere l’occasione per incontrare anche i rappresentanti della minoranza autoctona italiana. Il presidente del Senato, Pietro Grasso è a Zagabria dove domenica, in rappresentanza dell’Italia, ha partecipato alla cerimonia d’inaugurazione del presidente eletto, Kolinda Grabar-Kitarović e al ricevimento a Palazzo Dverce, dove ha avuto un colloquio con il nuovo capo dello Stato. Ieri ad attenderlo per un colloquio al Sabor c’era il presidente Josip Leko, affiancato dal deputato della Comunità Nazionale Italiana, nonché presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin.
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«Sarò la presidente di tutti. Dobbiamo essere uniti»
ZAGABRIA – La presidente eletta della Repubblica di Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic (HDZ), ha vinto al ballottaggio di domenica per poche decine di migliaia di voti. In percentuale la differenza tra i due candidati al ballottaggio si calcola in 1,5 punti. Un quadro che rivela una netta spaccatura dell’elettorato, alla quale non è mancato un chiaro riferimento nel primo intervento ufficiale di Kolinda Grabar Kitarovic.
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Gli interrogativi del Montenegro tra Oriente e Occidente
La crisi ucraina ha aperto nuovi scenari per l’Europa. Il braccio di ferro tra Putin e Poroshenko ha incrinato equilibri consolidati e modificato i sistemi tradizionali di alleanze, a Est come a Ovest: molti dei Paesi dell’area balcanica hanno dovuto ripensare gli orientamenti della loro politica estera e affermare in maniera chiara la loro posizione rispetto al comportamento moscovita e alla volontà inclusiva dell’Unione Europea. Cosciente di queste nuove sfide, il Montenegro, indipendente da giugno 2006, ha cercato non soltanto di conciliare la tradizionale amicizia con i russi alla volontà di integrare rapidamente l’alleanza atlantica e l’Unione Europea, ma si è ugualmente sforzato di oltrepassare i confini europei, rivolgendosi ai paesi mediorientali e all’Oriente. Questa piccola repubblica, la cui economia si basa sul turismo e sull’esportazione di metallo raffinato, è oggi uno dei Paesi più competitivi tra i candidati all’Unione Europea, per la quale ha presentato domanda d’ammissione nel dicembre 2008.
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Coordinamento Adriatico e Parenzo, insieme per Palazzo Sincich
Lo scorso 6 agosto Coordinamento Adriatico ha firmato una lettera di intenti per la collaborazione con la città di Parenzo, intesa a portare a termine un progetto di ristrutturazione del Palazzo Sincich, sede del locale Museo. Con l’occasione il presidente della Associazione – Prof. Giuseppe de Vergottini – ha anche visitato le Comunità degli Italiani di Torre e di Parenzo.
 
Memoria collettiva: un patrimonio
È iniziata da Monfalcone la visita di due giorni del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in Friuli Venezia Giulia e in Slovenia per celebrare il centenario della Prima guerra mondiale. Al suo arrivo, il Capo dello Stato, dopo aver visitato la mostra “Alisto – Dalle trincee della Grande guerra ai nuovi sentieri della pace e della convivenza” è intervenuto nella Sala della Galleria di arte contemporanea dopo i discorsi del sindaco Silvia Altran e del prof. Claudio Magris.
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