ISSN 2239-0758
lunedì 22 dicembre 2014
 

Adriatico, la ZERP e il nodo della linea mediana PDF Stampa E-mail
Scritto da «La Voce del Popolo», 31/03/11   
giovedì 31 marzo 2011
BOULDER - Il volume Diritto internazionale – questioni odierne e sviluppo futuro, scritto da una trentina di autori e curato da Sanford Silverberg per l’editore Westview Press, è uno dei libri di testo di diritto internazionale a disposizione degli studenti statunitensi. Di 28 capitoli, tre concernono il diritto sul mare e il primo di essi è incentrato sugli sviluppi più recenti del diritto internazionale, cioè sulla Zona protetta ittico-ecologica (ZERP) proclamata dalla Croazia nel 2003 e da cui, nel 2008, sono stati esentati i Paesi dell’UE. L’autore di questo capitolo è l’esperto di diritto marittimo internazionale Davor Vidas, professore all’Istituto “Fridtjof Nansen” di Oslo. Basandosi sui propri studi precedenti inerenti alla zona protetta croata, Vidas elabora in maniera ampia ed esaustiva la situazione che si è creata nell’Adriatico subito dopo l’entrata in vigore della ZERP e, in seguito, con la sua modifica nel 2008, quando il Sabor ha esentato gli Stati dell’UE dal rispetto della zona ittico-ecologia protetta.
Analizzando le note diplomatiche italiane presentate all’ONU e le norme di legge italiane, Vidas ha concluso che «il problema fondamentale della ZERP è il tentativo dell’Italia di non applicare per la delimitazione marittima della zona protetta la linea mediana in Adriatico, con la quale è stata delimitata la piattaforma continentale, con l’accordo del 1968 tra Italia e Jugoslavia». Nel libri di testo l’autore di questo capitolo spiega che esistevano solamente due maniere di rimandare l’applicazione della ZERP. La prima via è quella di cambiare l’attuale diritto marittimo internazionale, contenuto nella Convenzione dell’ONU. Questa opzione però non è attuabile, almeno non in tempi brevi. La seconda soluzione, «molto più semplice, era di costringere la Croazia a rinunciare ai propri diritti, cioè all’applicazione della ZERP agli Stati dell’UE». L’autore rileva che ciò è avvenuto nel 2008 e persiste tutt’oggi. Vidas conclude che con questa decisione sono stati tutelati gli interessi pragmatici e a lungo termine degli Stati dell’UE, nei loro rapporti esclusivamente bilaterali con la Croazia. D’altro canto però, ha sostenuto Vidas, si tratta di «una sconfitta a lunga scadenza per un’associazione che proclama il diritto e la parità di diritti quali suoi principi fondanti».
Il recensore del libro Christopher Joyner, professore di diritto internazionale e rapporti internazionali all’Università Georgetown di Washington, spiega che si tratta di un manuale che contiene il maggior numero di contributi allo studio, tra i volumi pubblicati negli ultimi 20 anni. Proprio per la maniera dettagliata in cui è scritto, il professore lo consiglia a chi studia diritto internazionale nelle istituzioni negli USA. Davor Vidas ha pubblicato una serie di studi inerenti al diritto marittimo su alcune riviste mondiali di scienza. Inoltre, è l’autore e il redattore di una decina di libri, di cui l’ultimo è Diritto, tecnologia e scienze per i mari nella globalizzazione, pubblicato nel 2010 a Boston e Leiden.
 

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