Adriatico orientale. Italiani a caccia di una vacanza sul faro

Scritto da Andrea Marsanich, «Il Piccolo», 25/04/12
mercoledì 25 aprile 2012
FIUME – Da dodici anni a questa parte, da quando è cominciato il loro utilizzo a scopi turistici, i fari delle acque dalmate dell’Adriatico costituiscono forse il più suggestivo segmento dell’industria delle vacanze istro – quarnerino – dalmata. Dei 48 fari lasciati in eredità dall’Impero austroungarico, 11 vengono dati in affitto a chi ama il mare, i suoi profumi e rumori, da gustare in perfetta solitudine. Sono gli impianti di San Giovanni in Pelago, Punta del Dente, Salvore, Porer, Punte Bianche, Struga, San Pietro, Pelagosa, Prisnjak, Sant’ Andrea e Cazza. In base a quanto dichiarato ai giornalisti da Hrvoje Mandekic, direttore della spalatina Plovput (concessionaria dei fari), l’interesse per le vacanze alla Robinson Crusoé è sempre marcato e anche quest’anno si dovrebbero registrare risultati più che discreti. «I fari più suggestivi – ha precisato Mandekic – sono prenotati in media per circa 6 mesi all’ anno. La stagione promette bene ma posso dire che ci sono ancora posti liberi e per saperne di più va consultato il nostro sito web www.plovput.hr. Voglio ricordare ancora una volta che la Plovput garantisce ai vacanzieri soltanto il soggiorno nei fari, con strutture di categoria 3 stelle. Il trasporto comporta una spesa a parte, mentre per il resto i turisti debbono arrangiarsi e provvedere a portare con se cibi, bevande e quant’altro serva. A dire il vero, per alcuni fari esiste la possibilità di approvvigionamento».
Gli appartamenti in queste strutture utilissime, fondamentali per la navigazione, offrono in genere quattro posti letto, per un costo settimanale che va da un minimo di 700 ad un massimo di 1200 euro e ci riferiamo all’alta stagione. La maggior parte degli ospiti proviene dall’Italia, a conferma che questo tipo di turismo piace tantissimo agli abitanti della Penisola. Seguono austriaci, tedeschi, svizzeri, ungheresi, cechi, slovacchi e anche giapponesi e australiani. «Oltre agli 11 fari in affitto – prosegue Mandekic – ne abbiamo altri 6 dati in locazione a lungo termine ma nei quali non soggiornano villeggianti. Il faro più vecchio in Adriatico è quello di Salvore, in Istria, edificato quasi due secoli fa, nel 1818. Nei suoi confronti esiste uno spiccato interesse da parte dei vacanzieri italiani e di altri Paesi». Tutti i fari restaurati finora sono stati sottoposti a interventi che hanno rispettato le disposizioni dei conservatori. Non è stato modificato l’ aspetto esterno trattandosi di monumenti culturali, con qualche ritocco negli ambienti interni per venire incontro alle esigenze degli ospiti. In 17 dei 48 fari adriatici sono ancora presenti i guardiani, gli altri sono completamente automatizzati.