“Il Cupido rinvenuto durante gli scavi archeologici in via Castropola – spiega la restauratrice Deni Gobic Bravar – è realizzato in marmo di Carrara. Lo hanno dimostrato le analisi petrografiche e l’analisi isotopica XRF. Si tratta di uno dei marmi più prestigiosi utilizzati durante l’antichità, ma ovviamente anche in seguito. Quanto risulta essere oltremodo interessante è il dato di fatto che, durante l’antichità, il marmo di Carrara era meno presente a Pola rispetto a marmi greci simili a grana fine. Il motivo risiede nel fatto che il nostro era un porto sulle rotte che partivano dalla Grecia cariche di questa pietra ad uso ornamentale verso altre destinazioni, pertanto il marmo raggiungeva facilmente Pola via mare. D’altra parte, il trasporto del pregiato marmo di Carrara fino a Pola doveva avvenire in parte anche attraverso impervi percorsi terrestri, che erano più complessi per i grandi carichi. I lavori di conservazione e restauro della scultura sono durati quasi 6 mesi. Data l’importanza e la sensibilità del materiale, ma anche la tipologia delle impurità presenti, la pulitura è stata affrontata con estrema cautela. Naturalmente, le impurità e le croste sono state rimosse tramite ablazione laser, e sono state eseguite depurazioni di prova per definire i parametri del laser e il grado di bagnatura della superficie del marmo. La pulitura finale è stata eseguita in due fasi. Nella prima sono stati rimossi i depositi di fuliggine e terra che erano meno aderenti, mentre nella seconda fase sono state rimosse le croste calcitiche pigmentate, che erano più fortemente legate alla struttura del marmo. La pulitura è stata effettuata in modo da preservare la patina originale, che si era formata sulla scultura durante la sua esposizione nello spazio che decorava”.
L’articolo continua sul sito del quotidiano italofono La Voce del Popolo: