Incontro alla Camera con gli studenti delle scuole in lingua italiana dell’Istria e di FIume

Si è tenuto oggi alle 10 a Roma presso Palazzo Montecitorio, Sala della Regina, l’incontro istituzionale tra 160 studenti maturandi delle Scuole Medie Superiori con lingua d’insegnamento italiana di Fiume, Pola, Buie, Rovigno, Pirano, Isola e Capodistria. Hanno accompagnato gli studenti Susanna Isernia, Elisabetta Lago, Ariella Petelin e Fabiana Toffetti, dell’Università Popolare di Trieste. Si sono rivolti agli ospiti la vicepresidente della Camera Marina Sereni, il sottosegretario del MAECI Benedetto della Vedova, il capogruppo del PD alla Camera Ettore Rosato, il ministro plenipotenziario con delega per la Comunità Nazionale Italiana e gli esuli della Direzione generale per i Paesi dell’Europa del MAECI Francesco Saverio De Luigi, il Presidente della Giunta Esecutiva Maurizio Tremul, il Presidente dell’Università Popolare di Trieste Fabrizio Somma, il Presidente della Federesuli Antonio Ballarin, il Presidente della Società di Studi Fiumani Amleto Ballarini e il Segretario Generale della stessa Marino Micich. In seguito ha avuto luogo la lezione accademica intitolata “Il Trattato di pace, i settant’anni dell’esodo e il Giorno del ricordo”, tenuta dal prof. Giuseppe Parlato. *** La vicepresidente della Camera Marina Sereni nel corso del suo intervento ha ricordato l’importanza dell’iniziativa che ha un grande significato europeo. Dai torti del passato si possono e si devono costruire nuovi ponti culturali. Il Sottosegretario del Ministero Affari Esteri Benedetto Della Vedova ha ricordato l’importanza di custodire le proprie identità culturali e che l’allargamento europeo significa una nuova opportunità per tutti i popoli di costruire nella pace la nuova società europea. Il concetto di confine è mutato, ha aggiunto Della Vedova, anche se ciò non implica il termine dei valori identitari di ogni popolo europeo. La lingua italiana ha concluso Della Vedova costituisce una valida opportunità per gli studenti istriani e fiumani in futuro nel campo del lavoro e della comunicazione. L’on. Ettore Rosato ha salutato gli intervenuti e gli studenti presenti dicendo loro che la Camera è la loro “Casa” in senso ideale e simbolico. Il progetto europeo deve andare avanti perché non c’è alternativa valida che possa provocare un cambio di rotta. L’impegno del governo italiano nel sostenere le attività della minoranza italiana in Istria, a Fiume e in Dalmazia proseguirà tramite le leggi di stabilità e ha sottolineato l’importanza dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare, organi preposti da molti decenni a questo compito non facile di gestione dei flussi finanziari. Il Min.pl. Francesco Saverio De Luigi del MAECI ha ricordato l’importanza dello studio della lingua italiana invitando gli studenti a valorizzarla in un territorio a vocazione turistica e così vicino alla Penisola, lo strumento linguistico italiano può essere quell’in più che a loro potrà tornare utile nella vita professionale. Il Presidente dell’UPT Fabrizio Somma ha sottolineato l’importanza di questo evento, congiunto con l’escursione di studio delle scuole in lingua italiana dell’Istria e di Fiume, espressione anche di un dialogo in corso tra gli esuli e gli italiani rimasti, portato avanti da anni con sapienza dalla Società di Studi Fiumani di Roma. Somma ha inoltre ringraziato l’on. Marina Sereni per l’ospitalità nella prestigiosa Sala della Regina, ma ringraziando anche, per l’interessamento, l’on. Laura Boldrini che di recente ha visitato le Comunità degli italiani di Spalato e di Capodistria. Il Presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul ha ricordato le tragiche vicende del Confine orientale esplose definitivamente durante il secondo conflitto mondiale e il peso delle dittature fascista prima e jugoslava poi che hanno influito non poco nel destino degli abitanti della regione istriana. Tremul ha ringraziato il governo italiano per l’indispensabile sostegno finanziario dato per le attività della Comunità nazionali italiane alle quali in definitiva si deve il fatto di aver mantenuto i valori identitari nazionali pur tra mille difficoltà in quelle terre. E’ importante, ha concluso Tremul, che il sistema scolastico in lingua italiana in Istria e a Fiume si rafforzi in futuro per contribuire allo sviluppo cultura dell’intera regione istro-quarnerina. Il Presidente di Feder Esuli Antonio Ballarin ha esordito ricordando la Targa d’oro concessa ad Amleto Ballarini dalla sua Città natale Fiume (in croato Rijeka), primo e finora unico riconoscimento per meriti culturali dato ad un esule. Ballarin ha poi ricordato agli studenti le proprie origini lussignane e il valore del dialetto, nonché di mantenere i legami con le proprie terre di origine. Pur avendo gli esuli subito per decenni tante ingiustizie e falsità essi sono in grado di dimostrare con il loro associazionismo di poter esser utili al nuovo processo europeo di allargamento, con le loro esperienze e la loro storia fatta di sacrificio, impegno e ricostruzione materiale e civile. C’è ancora da lavorare su molti punti per dare una sorta di equità al mondo degli esuli e quindi ha auspicato anche un maggiore interesse in merito da parte del governo italiano. Il Presidente della Società di Studi Fiumani Amleto Ballarini, ha ricordato le sue tristi vicende di giovane esule fiumano, ma anche l’impegno sorto sin dal 1990 nell’ambito della Società da lui presieduta al dialogo con la propria città. Un dialogo istituzionale che ha portato allo svolgimento nel corso del tempo di importanti convegni con la Comunità Italiana di Fiume, con il Museo Civico della città di Rijeka, con storici locali e soprattutto con le scuole in lingua italiana dove ogni anno viene indetto un premio letterario “San Vito”. Anche una ricerca sulle vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni dal 1939 al 1947 è stata conclusa dalla Società di Studi Fiumani con l’Istituto Croato per la Storia di Zagabria nel 2002 e ultimamente convegni organizzati insieme all’Ambasciata di Croazia a Roma sulla figura dell’intellettuale fiumano Francesco Drenig e all’Accademia d’Ungheria sul libro “Stradario di Fiume” con la partecipazione di importanti esponenti del mondo politico e culturale. Il Segretario Generale della Società di Studi Fiumani Marino Micich ha ricordato anche lui di essere figlio di esuli dalmati che si stabilirono dopo varie peripezie nel Villaggio Giuliano dalmata di Roma. Le attività del centro studi fiumano sono sempre più soddisfacenti, dalla produzione di una rivista di studi “Fiume” curata da Giovanni Stelli all’apertura settimanale dell’area museale e archivistica al pubblico dei ricercatori e agli studenti delle scuole. Quest’anno , dai primi giorni di gennaio ai primi di marzo, ben 800 studenti hanno visitato l’Archivio Museo di Fiume. Inoltre molte le conferenze organizzate per far conoscere il dramma dell’esodo e delle foibe nelle scuole ma sempre con spirito aperto e teso al dialogo interculturale. Infine il prof. Giuseppe Parlato ha tenuto una lezione magistrale sul Trattato di Pace di Parigi del 1947 e le sue conseguenze nella regione giuliana. Si può ben affermare una delle conferenze più illuminate su di un tema così difficile degli ultimi anni. Il pubblico ha applaudito vivamente il prof. Parlato e così le personalità presenti in sala. Alle 11.50 l’incontro si è concluso con i saluti finali del Presidente Somma.

Società Studi Fiumani, 17 marzo 2017