Un sistema portuale per il Sud Europa

Scritto da «La Voce del Popolo», 18/02/11
TRIESTE – «Riconoscere l’Alto Adriatico come sistema portuale del Sud Europa»: è questa la scommessa e l’impegno, come ha ricordato a Trieste l’assessore regionale alla Viabilità e Trasporti, Riccardo Riccardi, che deve coinvolgere l’intero arco adriatico settentrionale – da Ravenna a Fiume, passando per Venezia, Monfalcone, Trieste e Capodistria –, per competere con altri range portuali, con gli scali Nord europei di Rotterdam, Amburgo, Anversa. Riccardi ha confermato quest’esigenza concludendo nel capoluogo giuliano la prima parte dei lavori dedicati al progetto UE “Sonora” (South North Axis) per il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi di trasporto nell’area dell’Europa centrale, finanziato da fine 2008 a febbraio 2012 da Bruxelles con oltre 5,5 milioni di euro, e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei rappresentanti delle Regioni Veneto e Carinzia, dell’Unioncamere veneta, del Porto di Capodistria.
“Sonora”, a cui partecipano 25 partner di sei Paesi europei (Italia, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Polonia e Slovenia), prefigura su ampia scala le necessità stradali e ferroviarie di un’ampia parte dell’Europa centrale e tra queste individua anche quel corridoio su rotaia Baltico-Adriatico per il quale 14 Regioni europee, di fatto guidate da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Carinzia e Stiria, stanno pressando sull’UE affinché venga esteso sino all’Adriatico e non si fermi, partendo dai porti polacchi di Gdansk e Gdynia, a Vienna e Bratislava. «Proprio attraverso la direttrice estesa baltico-adriatica e le progettualità di “Sonora” – ha evidenziato Riccardi –, vogliamo mettere a disposizione dell’Europa centrale, con un occhio di riguardo alla Baviera, gli scali marittimi adriatici, un sistema portuale senza confini regionali o nazionali, all’insegna di una nuova collaborazione, indispensabile e naturale per recuperare quella competitività a livello europeo che trova il suo presupposto economico in un risparmio di cinque giorni di navigazione per le grandi portacontainer che dall’Estremo Oriente scelgono l’Adriatico rispetto al Nord Europa». Un risparmio in costi d’esercizio che – ha detto Maurizio Salce in rappresentanza dell’Autorità portuale di Trieste –, si può tradurre in circa 50 milioni di euro all’anno.
«Ma all’Adriatico settentrionale – ha osservato l’esponente della Giunta FVG –, non basta una direttrice Sud-Nord che scavalca le Alpi, grazie ad una ferrovia Pontebbana tecnologicamente avanzata e in grado di supportare il triplo dell’attuale traffico merci». «Occorre – ha precisato Riccardi –, sviluppare anche l’asse Ovest-Est e, in questo ambito, deve essere realizzata la connessione diretta tra i porti di Trieste e Capodistria, porzione centrale di quel collegamento da Ravenna allo scalo sloveno (che l’anno passato ha trattato 477 mila Teu) in grado di soddisfare le richieste economiche e commerciali dei mercati del Centro Europa e dei 100 milioni di persone che vivono tra Adriatico e mar Baltico».