Fa discutere l’intenzione del premier sloveno Janez Janša di riproporre il conteggio degli appartenenti alle minoranze e alle comunità religiose in un prossimo e, al momento, non ancora ben definito censimento della popolazione.
«La Slovenia ha fatto l’ultimo censimento classico nel 2001 e nel 2011, seguendo le direttive europee, ha deciso di non farlo più, e penso che sia stato giusto così», esordisce il parlamentare della CNI, che spiega: «In questo momento, tornare indietro di vent’anni o più per ricominciare a conteggiare tutti gli appartenenti, innanzitutto quelli delle due Comunità nazionali autoctone, ma anche gli altri, quindi cittadini con o senza cittadinanza della Repubblica di Slovenia, per sapere a quale minoranza appartengano o meno, significherebbe veramente fare un passo indietro».
Il servizio di Radio Capodistria: