Rinaldo Racovaz e Diego Zandel nella piazza di Arsia in contemplazione della topografia della località e del suo circondario: qui il Museo, lì l’entrata alla Miniera percorribile attualmente per un intero chilometro. I due, presi dall’incontro, sempre piacevole, atteso, circondati da altre decine di partecipanti alla gita verso l’Istria orientale organizzata in questo caso dall’AFIM e spesso anche dal Circolo Istria. L’attenzione focalizzata sulle parole di Rinaldo – vive a Trieste, ma talmente innamorato della sua Arsia –, il luogo della sua famiglia, che appena può vi torna per soggiornare in quelle case organizzate, pensate, disegnate da Gustavo Pulitzer Finali, ebreo triestino che le leggi razziali costrinsero a fuggire in America prima che la Seconda guerra mondiale non gli desse scampo.
La città di fondazione di Arsia è legata alla tragedia mineraria che avvenne il 28 febbraio 1940, provocando un numero di vittime superiore all’analoga catastrofe avvenute a Marcinelle nel dopoguerra: Racovaz si adopera per farla conoscere, come ha raccontato in un’intervista rilasciata al quotidiano fiumano La Voce del Popolo, che può essere qui letta:
https://lavoce.hr/esuli-e-rimasti-la-voce-del-popolo/ricordare-e-un-nostro-dovere