Protostoria

Scritto da Liliana Martissa Mengoli
Fin dall’età del bronzo, l’Istria ha fatto parte dell’area nord-orientale d’Italia con la ”Civiltà dei Castellieri” presente in Friuli, sul Carso e appunto in Istria.
I castellieri, villaggi fortificati costruiti generalmente su alture, muniti di poderose cinte di pietre a secco, alte fino a sei metri e più, sono datati a partire dal 1600 a.C. e alcuni di essi hanno avuto una continuità di insediamento anche in età storica.
Nei reperti archeologici, dalla metà del secondo millennio (media età del bronzo) all’età del ferro, si riscontrano affinità, sia con le culture dell’Europa centro-orientale (cultura dei Campi di Urne), sia con quelle della penisola italica (area veneta e sub-appenninica). Attraverso l’Adriatico, non mancarono inoltre contatti con il Mediterraneo orientale (Creta e Cipro).
Dopo un periodo di crisi (XII-IX sec.) che determinò la scomparsa di molti castellieri, nella prima età del ferro si riscontra un elemento nuovo nelle necropoli istriane: il rito della cremazione in luogo di quello, più antico, della inumazione dei defunti.
Permane, nei secoli successivi, la funzione di mediazione culturale dell’area istriana, che fa da cerniera fra l’Europa pannonica-danubiana e l’Italia padana e peninsulare.
A partire dall’VIII secolo compaiono veri e propri oggetti di importazione, elmi del Piceno, reperti etruschi, ceramiche paleovenete, vasi dipinti della Puglia, soprattutto apuli, e, in seguito alla fondazione di Spina e di Adria nell’alto Adriatico e il fiorire del commercio con la Grecia, anche vasi di fattura ellenica. I castellieri istriani si trovano così al centro di una vera e propria koiné adriatica.
L’arte delle situle (recipienti di forma conica in bronzo con figure sbalzate), che si sviluppò nell’Italia centro-settentrionale a partire dal VI secolo, influenzò anche il mondo istriano perché a Nesazio sono state ritrovate situle che raffigurano scene di vita quotidiana e perfino una battaglia navale di pregevole fattura.
Dal IV secolo ci fu in Istria un nuovo periodo di recessione, che non riguardò però Nesazio, che continuò a prosperare grazie ai commerci con i greci e i romani.
Fra le centinaia di castellieri istriani, sono noti quelli di Pizzughi (presso Parenzo), di Pola, di Moncodogno (presso Rovigno), ma il più importante è sicuramente quello di Nesazio, la località considerata la capitale degli Istri e dove avvenne la loro drammatica capitolazione alla conquista romana (177 a. C.).

Nesazio

Disegno Castelleri

Pizzughi

Urna cineraria rinveuta nel Castelliere di PIZZUGHI.