Storici dell’arte, architetti ed esperti di altri profili che si sono riuniti nel 2004 nella Pro Torpedo, un’associazione per la promozione e la tutela del patrimonio industriale di Fiume, nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche le autorità cittadine, sul valore del patrimonio industriale e sulla necessità di osservarlo come una risorsa, non come un peso inutile e d’intralcio all’evoluzione della città. Al fine di mettere a confronto il resti dell’industria fiumana con quelli degli altri Paesi e a contestualizzare i fenomeni che la riguardano a livello europeo e mondiale, un decennio fa l’associazione ha iniziato a organizzare a scadenza annuale un convegno internazionale sul patrimonio industriale, che quest’anno, il 16 e 17 ottobre, si svolgerà per la decima volta, nell’Aula consiliare di Fiume. Il tema di quest’edizione è “I porti e gli scali sui mari, fiumi, laghi e canali” (Luke i pristaništa na morima, rijekama, jezerima i kanalima) e vi prenderanno parte numerosi esperti provenienti da sette Paesi.
A parlarcene sono due esperte attive nell’associazione, ovvero la presidente della Pro Torpedo, Kristina Pandža, curatrice in seno al Museo civico, e Nana Palini?, professoressa di architettura e urbanistica e ricercatrice e autrice di testi su Fiume e il suo patrimonio storico-architettonico, le quali ci hanno illustrato i temi che verranno presentati nell’ambito del convegno, proponendo anche alcune riflessioni sulla situazione attuale nel campo della tutela del patrimonio industriale di Fiume.
L’articolo prosegue sul sito del quotidiano fiumano in lingua italiana La Voce del Popolo:
https://lavoce.hr/cultura-e-spettacoli/il-porto-ha-modellato-la-citta-di-fiume