L’hotel Bonavia a Fiume: l’arte di adeguarsi al tempo

Tra i tanti alberghi che operavano a Fiume a cavallo tra il XIX e il XX secolo, l’unico rimasto in funzione ancora oggi è il Bonavia, in pieno centro città (via Dolac). La sua storia inizia nel dicembre del 1875, quando il ventiquattrenne Felix (Felice) Eckerl giunse a Fiume dalla Cecoslovacchia e aprì una locanda in Corso Deak, al numero civico 632, adiacente all’Hotel de la Ville. Considerato il successo dei suoi affari, l’8 giugno 1876 il giovane inaugurò anche l’Hotel Nazionale con tanto di ristorante sito in via del Municipio 548. Tale data viene considerata l’inizio dell’attività alberghiera dell’odierno Bonavia. All’epoca la reazione del quotidiano La Bilancia (8 giugno 1876) al riguardo è stata molto critica rilevando che “il nuovo ristorante ubicato in via del Municipio riporta la scritta Restauration Nazional a grandi caratteri, in merito alla quale non è chiaro di quale lingua si tratti e che, peraltro, fuoriesce troppo oltre la linea della facciata”. L’osservazione del direttore del giornale, nonché caporedattore e giornalista dello stesso, Emidi Mohovi?, si riferiva al fatto che il nome dell’albergo era scritto senza la lettera “e”, quindi Nazional, e non Nazionale, come avrebbe dovuto essere e come apparve, alcuni giorni dopo, nelle pagine dello stesso. Successivamente, un anno dopo, nel 1877, per ragioni ignote, Eckerle cedette la struttura a un certo Luigi Spinazzi.

Dentro le pubblicità
Nel 1883 il sindaco Giovanni Ciotta, di professione ingegnere militare civile, decise di apportare dei cambiamenti a livello urbanistico per ciò che concerne la via Dolac (all’epoca via Clotilde, in onore alla consorte dell’arciduca Giuseppe, cugino dell’Imperatore Francesco Giuseppe), di modernizzarla e renderla tipica e riconoscibile. Oltre ad avere fatto abbattere svariati edifici, al fine di ricevere in larghezza e spazio, cercò, e trovò, l’architetto adatto a concretizzare e mettere in pratica le sue visioni. Si trattava del triestino Giacomo Zammattio, grazie al quale l’albergo Bonavia smise di essere soltanto un progetto archiviato e divenne un’importante realtà. In quel tempo il proprietario della struttura era il fiumano Ignazio Bonetich, il quale affidò il progetto a Giuseppe Chieregu, già autore di Palazzo Benzoni. Nel 1885 l’esperto ingegnere fece costruire, annesso al ristorante già ben avviato, un edificio a tre piani in stile vagamente rinascimentale, con elementi neobarocchi, sette assi finestrati e due balconi e, in data 3 giugno 1887, in città si potevano trovare depliant che pubblicizzavano la “Trattoria alla Buona Via”, ubicata al pianterreno dello stesso, all’incrocio tra via del Municipio e via Sant’Andrea. In essi il proprietario invitava i cittadini ad andare a gustare la Steinfeld, ottima birra offerta dal locale, come pure il vero vino terrano e quello bianco, specificando anche che, nell’estensione del giardino, si trovava un campo da bocce a due piste. Con successivi accorgimenti e ulteriori ristrutturazioni, nel 1906 gli venne dato il nome di Grand Hotel Bonavia, quando l’albergo passò in mano ai suoi eredi. Nel 1903, in qualità di proprietario della trattoria, viene citato un certo Ferdinando Scala il quale, egualmente ambizioso come il suo predecessore, fece stampare dei volantini in cui definiva la struttura, rinnovata e ampliata un’altra volta, “l’albergo più famoso di Fiume”. Stavolta alla gentile clientela si suggeriva di assaggiare la birra Puntigamer Keiserbier, la cucina italiana e tedesca, i vini locali delle zone di Sanvincenti e Smoljan in Istria, come pure quelli dalmati di prima qualità.

Tuttavia, l’albergo Bonavia iniziò a operare con tale nome nel 1906, quando il complesso subì altre modifiche, tra le quali, al fine di far entrare più luce negli spazi del ristorante, l’ampliamento delle finestre al piano terra. Il 4 novembre di quell’anno La Bilancia riportava la pubblicità che recitava: “Il Grande Hotel Bonavia, in via Clotilde inferiore, è nuovissimo, con 58 camere elegantemente arredate e il massimo del comfort. In centro città, illuminato da luce elettrica. Camere a buon prezzo. Ristorante con un magnifico giardino sul retro. Ottima cucina, italiana e tedesca. Vini selezionati, nazionali ed esteri. Birra di prima classe, servizio moderno. Tram dalla stazione ferroviaria verso tutti i treni e piroscafi. Per la comodità dei viaggiatori, il ristorante rimane aperto fino a due ore dopo la mezzanotte. Tel. no. 346”.

Nel 1910, in seguito al cambiamento dei nomi delle vie e delle strade iniziato nel 1908, l’Hotel Bonavia cambiò indirizzo – cosicché via Clotilde divenne Via Edmondo de Amicis – e, un’altra volta, propietario. A dirigerlo si trovò Julius Ederer Burger, già a capo dell’albergo Deak, il quale presentava lo storico Bonavia quale sua depandance. A detta dello storico Igor Žic (in “La storia dell’albergo fiumano Bonavia”/” Povijest rije?kog hotela Bonavia”) era il periodo d’oro della Fiume imperiale, ma i migliori anni del noto albergo dovevano ancora arrivare…

Oggi
Oggi il Grand Hotel Bonavia è un albergo a quattro stelle che, per la qualità dei suoi servizi, è una delle strutture alberghiere più conosciute e apprezzate del Paese, soprattutto nel settore del cosiddetto turismo d’affari. A parte i confort di cui sono dotate le sue 114 camere, i 6 appartamenti e la suite presidenziale, l’albergo dispone di tre moderne sale multifunzionali adeguatamente attrezzate per ogni tipo di convegni, conferenze o incontri d’affari, di ristoranti eccellentissimi e di un centro di bellezza di massimo livello.

Ornella Sciucca
Fonte: La Voce del Popolo – 26/06/2022